Il bianco e nero nella fotografia.

Foto scattata con una Nikon Coolpix S2500 12.0 megapixels con l’opzione sulla macchina “Bianco e nero”

4.9 mm   –   1/30 sec.  – F/3.2

Stessa foto scattata a colori e poi trasformata con adobe Photoshop in bianco e nero intervenendo solo sulla saturazione, cioè togliendola.

Stesse anche la luce, diaframma e fuoco  ( 4.9 mm   –   1/30 sec.  – F/3.2 )

Stessa foto scattata a colori e poi trasformata con adobe Photoshop in bianco e nero trasformandola in scala di grigi.

Stesse anche la luce, diaframma e fuoco  ( 4.9 mm   –   1/30 sec.  – F/3.2 )

L’esperimento è a mio parere interessante, perché solo nel primo caso, cioè a dire nella foto scattata in “Bianco e nero”, la scala dei grigi è più naturale e quindi come risultato finale, la foto è più convincente. Poi ovviamente possono essere fatte altre modifiche, tipo contrasto, livelli di grigi e così via, ma a primo impatto forse la cosa migliore volendo fare delle foto in bianco e nero è utilizzare le opzioni che la macchina fotografica ci offre, perché in caso contrario, la trasformazione può dare qualche problemino.

Provate e fatemi sapere!

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9 thoughts on “Il bianco e nero nella fotografia.

  1. Decisamente lo scatto in bianco e nero originale penso sia sempre il migliore, come già ho scritto fare le conversioni da foto a colori a quelle in bianco e nero non è facile, bisogna usare molte accortezze da quanto ho letto e come hai detto giustamente tu si possono equilibrare i contrasti ecc ecc 🙂

    P.S. Una foglia della tua piantina ha un buchetto 🙂

  2. La prima è la più bella. La seconda fa venire voglia di darle una cura massiccia di fertilizzante, un po palliduccia povera stella…

  3. Mi domando cosa può portare una persona a fotografare una bella pianta colorata in bianco e nero … non è che anche tu hai bisogno di un po’ di fertilizzante?

  4. io invece quando voglio uno scatto in bianco e nero parto esclusivamente dal colore. intendiamoci: la prima foto di quelle che hai postato è la migliore, ma “bianco e nero” non ha niente a che fare, a mio parere, con “desaturare”. i colori possono (devono?) essere giustamente saturati anche se in bianco e nero, per non perdere pienezza e spessore. una foto scattata con le impostazioni bw della macchiana non ti permetterà di agire quasi su nulla, mentre uno scatto che registra tutte le informazioni sul colore, ti permetterà di agire su ogni singola tonalità. alla fine la vita non è in bianco e nero, quindi qualunque manipolazione a questo scopo sarà un artefatto, e sono la nostra sensibilità e il nostro gusto a farci decidere la dose di grigio che ci soddisfa. personalmente preferisco scegliere a seconda del soggetto i toni del mio bw, che siano più tendenti al seppia, o al grigio, o a tonalità fredde, in base all’emozione che mi evoca lo scatto, e la prima cosa su cui agisco è la temperatura del colore, per quanto inutile possa sembrare volendo arrivare ad un bianco e nero… in genere, però, non sono mai soddisfatta dei risultati!

    1. @ Goldie: non so quali siano esattamente i parametri che la macchina fotografica tiene conto, nel momento in cui è impostata in bianco e nero, probabilmente non lavora in RGB ma in scala di grigi che comunque, fanno sempre la differenza e la prima foto ne è la dimostrazione.

      Anch’io ormai lavoro quasi esclusivamente con il colore, ma ho notato che, al di là della saturazione dei colori, c’è sempre qualcosa che non funziona, per cui devo sempre intervenire sui contrasti, anche su foto ben contrastate. ma forse la mia insoddisfazione dipende dal fatto che io “sono nato” con il bianco e nero, ho fotografato e poi sviluppato per diversi anni, foto scattate esclusivamente in bianco e nero, con pellicole tipo Ilford 400 asa, che immagino tu conosca e, ovviamente, con macchine fotografiche “analogiche”. Se riguardo quelle foto e alcune le ho anche digitalizzate, i neri, i bianchi, i grigi sono tutt’altra cosa, ma ammetto anche che possa da parte mia esserci un condizionamente psicologico al riguardo.

      Comunque sia, quando ho tempo ogni tanto faccio delle prove, ma come te, spesso e volentieri, non sono soddisfatto dei risultati.

      ‘nnagg… bisognerebbe essere più di bocca buona, ahimè! 🙂

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